Il giardino verticale, bello, green e non solo.


I giardini verticali o Living Wall, utilizzati come elemento di arredo urbano per valorizzare o riqualificare edifici e aree di molte città non sono solo belli da vedere. Il Gruppo di Ricerca Ecodynamics dell’Università di Siena ha sviluppato un modello per valutarne anche l’impatto energetico, scoprendo che queste strutture possono essere anche un valido strumento di contenimento dei consumi, e non solo. La sera del 27 settembre sarà possibile vedere la simulazione dell’allestimento di un giardino verticale sulla facciata della Camera di Commercio di Siena e conoscerne i benefici.

I giardini verticali sono del450px-CaixaForum_Madrid_1le pareti di vegetazione utilizzati come elemento architettonico per rivestire pareti (interne ed esterne) ed edifici.

Le piante di specie diverse, dalle erbacee e gli arbusti spontanei, alle ortive ,alle ornamentali, sono posizionate su degli strati di tessuto dove crescono senza necessità di un substrato, alimentate con acqua e nutrienti attraverso un sistema automatico di fertirrigazione con la tecnica della coltura idroponica.

Lo scopo è essenzialmente estetico e i giardini verticali vengono molto utilizzati per la riqualificazione di aree urbane degradate o architettonicamente poco integrate con il loro contesto.

Ma i vantaggi di un giardino verticale non si fermano ad una situazione bella da vedere per passanti e abitanti, come spiega Simone Bastianoni, coordinatore del Gruppo di Ricerca Ecodynamics dell’Università di Siena e direttore scientifico del progetto GREENED (Giardino Rampante per L’Efficienza Energetica degli Edifici), realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze e il Dipartimento di Fisica Ambientale dell’Università IUAV di Venezia e finanziato dalla Regione Toscana.

“Il nostro gruppo di ricerca si occupa di sostenibilità e così abbiamo voluto approfondire l’impatto dei giardini verticali analizzando costi e benefici ambientali di queste strutture applicando i metodi dell’analisi del ciclo di vita (LCA) e del calcolo emergetico. “ spiega Bastianoni “L’analisi LCA consente di calcolare tutti i consumi necessari per la produzione di un bene nel suo intero ciclo di vita (dalla culla alla tomba), il calcolo emergetico invece è la valutazione di tutta l’energia solare, diretta o indiretta che serve per fare qualcosa, in altre parole prende in considerazione non solo la quantità di energia necessaria per produrre un determinato bene ma anche il valore di questa energia e la sua rinnovabilità.”parete_verde

Riccardo Pulselli, architetto del gruppo di ricerca e coordinatore di GREENED, ci descrive alcuni dei risultati del progetto: “Tra gli indicatori utilizzati il calcolo delle emissioni di CO2 basato sull’analisi del ciclo di vita, ha dato risultati significativi e ha messo in evidenza che se nella fase di realizzazione di una parete vegetale e della sua installazione inquiniamo, successivamente la struttura permette di bilanciare le emissioni perchè consente di risparmiare l’energia consumata per il condizionamento degli edifici, mentre contemporaneamente le piante assimilano anidride carbonica in forma di biomassa, così che alla fine del ciclo di vita il bilancio delle emissioni di gas serra va in pareggio, per cui da questo punto di vista il Living Wall è definibile Carbon Neutral, cioè ad impatto ambientale nullo”.

Ma i benefici dei giardini verticali rilevati nel progetto non si fermano qui. “Le città accumulano calore (si parla di Urban Heat Island Effect  per descrivere il fenomeno per cui la temperatura delle città è anche di diversi gradi superiore a quella delle aree rurali circostanti) e le pareti vegetali migliorano le condizioni di microclima riducendo la temperatura non soltanto internamente all’edificio ma anche all’esterno” spiega Pulselli.

“Per capirsi” aggiunge Bastianoni “l’effetto è più simile a quello che si avverte in prossimità di un bosco rispetto a quello prodotto dall’ombreggiamento di una tenda” E non si parla di piccole differenze “Nelle nostre prove abbiamo rilevato su una facciata esposta a Sud Est alle 11 di mattina una differenza di 20°C tra la parete coperta di vegetazione e quella nuda”.

Tra gli effetti positivi si possono riportare anche la capacità delle piante di trattenere il particolato migliorando la qualità dell’aria o quella di ridurre l’inquinamento acustico.

Il 27 settembre: un living Wall per la Camera di Commercio di Siena.

cciaa_siena“Quasi con l’inizio del progetto” racconta Bastianoni “abbiamo pensato alla possibilità di utilizzare questo tipo di intervento per migliorare uno degli edifici più discussi a Siena, la Camera di Commercio, in Piazza Matteotti, un edificio degli anni 50 che non si integra con il tessuto urbano di Siena e che presenta anche delle problematiche energetiche notevoli che richiedono dei costi molto elevati per il condizionamento”.

“L’idea è quindi di promuovere con una simulazione un intervento di riqualificazione” spiega Pulselli “installando sulla facciata di questo edificio un Living Wall che ne migliori l’impatto paesaggistico e architettonico sul centro storico di Siena e che allo stesso tempo ne ottimizzi le prestazioni energetiche.”

Il 27 settembre in occasione della Notte dei Ricercatori sarà montato un modulo di Living Wall fornito dalla Sundar Italia di Lonigo (VR) partner anche nel progetto GREENED, saranno esposti i risultati della simulazione di applicazione di una parete vegetale sulla facciata della Camera di Commercio di Siena e verranno descritti i benefici di un tale possibile intervento.

Ecodynamics, chi sono

Il gruppo di ricerca Ecodynamics nasce negli anni novanta del secolo scorso da un’idea di Enzo Tiezzi, scomparso tre anni fa e tra i primi a livello mondiale ad avere affrontato a partire dagli anni ’60 la tematica dello sviluppo sostenibile.

Oggi il gruppo è formato da professionisti e scienziati provenienti da discipline diverse, chimici, biologi, dottori in scienze naturali e ambientali, economisti, ingegneri e architetti. L’attività di ricerca del gruppo studia la complessità dei sistemi naturali e antropici indagando le basi scientifiche della sostenibilità e contemporaneamente sviluppa metodi e grandezze adatti alla misura e al monitoraggio dell’impatto ambientale delle diverse attività umane e dei sistemi naturali.

Alessandra Biondi Bartolini

Twitter: @labibi69

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