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Computer music interattiva e ritmo per la Notte dei Ricercatori a Livorno,
presso il Museo di Storia naturale del Mediterraneo a Livorno, nella Sala del Mare, alle 22.

Collisions è un progetto che nasce nel 2010 dall’incontro e collaborazione di due sorgenti sonore di natura opposta: l’elettronica della tecnologia digitale di Leonello Tarabella e la ritmica organica della batteria di Alessandro Baris.

Il Trailer di “Collisions”

Il risultato è un alternarsi di paesaggi sonori, ora distesi ora ripidi, che trasporta l’ascoltatore in un coinvolgente racconto musicale e visivo, impreziosito dalla perfomance interattiva di Tarabella che viene eseguita a mani nude con l’uso di interfacce gestuali da lui stesso ideate e sviluppate nella sua attività di ricerca sulla computer music condotta all’ISTI/CNR di Pisa.

Al di là del sorprendente impatto visivo, la musica è la priorità artistica di Collisions; in essa si fondono armoniosamente i diversi background dei due musicisti, quello prettamente jazzistico ed elettronico di Tarabella e quello di Baris già attivo con gruppi come Comfort, L’Altra, Kiddycar, The Somnambulist e nell’ ambito di sonorizzazioni dal vivo di film muti.

Un dialogo musicale ed una perfomance visiva che hanno la capacità di affascinare chiunque vi assista.

Puoi prenotare il tuo biglietto gratuito qui

Tutto il programma di SHINE! la Notte dei Ricercatori in Toscana a Livorno si trova qui

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Giuseppe Iannaccone@iannak1

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Facolta di ingegneria 01        Con la Legge n.856 del 22 giugno 1913 “È istituita in Pisa, presso quella Università, a cominciare dall’anno scolastico 1913-14, una scuola di applicazione per gli ingegneri. Essa rilascerà i diplomi d’ingegnere civile e di architetto. Sarà regolata con le norme del regolamento generale per le scuole di applicazione per gl’ingegneri”.
La Scuola nasce raccogliendo una lunga tradizione di studi ingegneristici, sviluppatisi a Pisa fin dalla prima metà dell’800. Fu, infatti, il Regolamento disciplinare per il Corpo degli Ingegneri, adottato nel Granducato nel 1839, a stabilire per primo una precisa relazione fra la laurea in scienze fisiche e matematiche presso le Università di Pisa o di Siena e l’attività professionale degli ingegneri, previo il superamento di un esame “sulle teorie che si collegano coll’esercizio dell’ingegnere” da sostenere dopo il conseguimento di quella laurea.

Bisogna, però come si diceva, attendere il 1913 perché l’Università di Pisa possa avere una “Scuola di applicazione per gl’ingegneri”, laquale, di durata triennale, poteva rilasciare i diplomi di ingegnere civile e di architetto. Nella realtà, tuttavia, la Scuola di applicazione non diplomò mai architetti, ma solo ingegneri civili.

Il merito e il successo dell’iniziativa si devono al prof. Ulisse Dini, che può considerarsi, a buon diritto, il vero fondatore della Scuola, della quale fu anche il primo Direttore.
L’organizzazione della Scuola rimase pressoché immutata fino al 1935, quando nacque la “Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa”.
Il 28 ottobre 1936 fu inaugurata la nuova sede, l’attuale, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.

Il 31 ottobre 2013 si festeggerà questa lunga storia e i suoi protagonisti. Vi aspettiamo

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Nati per coltivare e collezionare piante officinali destinate alla produzione di rimedi farmacologici e medicamenti, gli Orti Botanici si sono conservati nei secoli acquisendo funzioni diverse, dalla didattica alla ricerca scientifica, fino alla conservazione di specie vegetali in via di estinzione. Nella notte dei Ricercatori il 27 settembre, gli Orti botanici di Pisa e Siena saranno aperti al pubblico con visite guidate alla scoperta della loro storia e delle loro attività.

Sebbene i Giardini Botanici, nati per raccogliere e coltivare le piante officinali, siano stati presenti in tutte le civiltà antiche, occidentali e orientali, il primo giardino che associa a queste una funzione accademica, didattica e scientifica è il Giardino della Minerva, nato come struttura accessoria della Scuola Medica Salernitana tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo e considerato il precursore degli Orti botanici.

I primi Orti Botanici nascono nel Rinascimento parallelamente alla nascita delle scienze sperimentali, nel momento in cui alla funzione di coltivazione delle essenze officinali si associa nelle scuole di medicina la necessità di disporre di piante fresche da mostrare agli studenti per esercitarli al riconoscimento e alla classificazione.

Il primo Orto botanico con queste funzioni è quello di Pisa, nato nel 1544, al quale seguono nell’anno successivo quelli di Padova e di Firenze.

Nei secoli successivi l’attività scientifica e didattica arricchiscono gli Orti botanici degli erbari, delle tavole botaniche e degli Index seminum, i cataloghi dei semi conservati nelle collezioni. Contemporaneamente a quanto avviene nei Musei di Storia Naturale, le collezioni si vanno arricchendo non più solo di piante medicinali, ma anche di piante rare o provenienti da paesi lontani, con una funzione di divulgazione destinata non soltanto a studiosi e studenti ma anche al pubblico in generale.

Una nuova missione: conservare la biodiversità in pericolo.

Oggi un Orto botanico secondo la definizione della Botanic Garden Conservation International (BGCI) , gestito da una università o da un altro ente, è una struttura aperta al pubblico che conserva una collezione catalogata e documentata di piante vive a scopo di ricerca scientifica, di didattica e di educazione ambientale, di conservazione della biodiversità vegetale e di esposizione al pubblico dei visitatori.

In modo particolare il ruolo di conservazione delle specie vegetali in via di estinzione e della biodiversità rivestono un’importanza fondamentale. Infatti la crescente impronta antropica in molti degli ambienti naturali del nostro pianeta, unita agli effetti dei cambiamenti climatici, hanno portato alla scomparsa di interi ecosistemi mettendo in pericolo la sopravvivenza delle specie vegetali che ne facevano parte. Le collezioni di queste piante ex situ (cioè in ambienti diversi da quelli di origine) fanno degli Orti Botanici degli scrigni insostituibili di biodiversità vegetale.

La riproduzione degli ambienti di origine nei percorsi didattici e le attività di educazione ambientale che viene svolta per le scuole e per i visitatori, li rendono inoltre un luogo molto importante per sviluppare nelle nuove generazioni una sensibilità di rispetto per il pianeta e le sue ricchezze.

L’Orto botanico di Pisa

PisaNato nel 1544 grazie all’intuizione del medico e botanico imolese Luca Ghini quello di Pisa è il più antico Orto botanico Universitario al mondo.

L’Orto nasce dalla necessità, del tutto nuova per quei tempi, di introdurre nell’esperienza didattica degli aspiranti medici, l’osservazione dei campioni delle piante che avrebbero dovuto non solo riconoscere ma anche classificare. L’impossibilità di avere a questo scopo preparati freschi tutto l’anno spinge poi lo stesso Ghini a sviluppare una prima collezione di tavole botaniche e di campioni essiccati, istituendo così anche l’erbario.

La sede originale, vicino all’Arsenale Mediceo era diversa da quella attuale a pochi passi dalla Piazza dei Miracoli, nella quale l’Orto venne trasferito, dopo un periodo in una seconda sede, nel 1591

La disposizione originale delle collezioni seguiva criteri di natura estetica ed era legata alle proprietà officinali delle piante raccolte. Solo nel XIX secolo, con lo sviluppo della botanica come scienza autonoma, non più legata alla medicina, e l’avvento delle teorie evoluzionistiche, le piante vennero ridisposte e presentate secondo criteri più scientifici, di affinità biologica e sistematica.

L’Orto botanico di Siena

SienaLa prima istituzione di un Giardino botanico a Siena è quella del Giardino dei Semplici, nato con la Cattedra di medicina nei pressi dell’Ospedale di Santa Maria della Sala nel 1588.

A partire dal 1700 le funzioni del giardino cambiano e culminano con la trasformazione del vecchio Giardino dei Semplici nell’Orto botanico Universitario, avvenuta nel 1784 per volere del Granduca Pietro Leopoldo, e affidata a Biagio Bartalini al quale si deve anche l’istituzione dell’Index Seminum.

Nel 1856 l’orto viene trasferito nella sede attuale dove dal 2002 costituisce insieme all’Herbarium il Museo Botanico.

La principale funzione ai giorni nostri è la conservazione della biodiversità e a questo scopo nell’allestimento degli spazi sono stati riprodotti alcuni ambienti di origine delle piante presenti come il giardino roccioso, le orchidee spontanee della Toscana centro meridionale, il felceto e il lago.

Alessandra Biondi Bartolini

Twitter: @labibi69

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Oggi è domenica 8 settembre, ed è quasi mezzogiorno: facciamo il punto sul concorso di SHINE! “Descrivi la scienza”

In ordine di presentazione abbiamo le seguenti opere:

  • Alessandro Iannone – testo “L’infinito” (clicca qui) – 45 “like”
  • Rossella Dei - illustrazione (clicca qui) – 80 “like”
  • Michele Andreoli – testo “L’igrometro a capello” (clicca qui) – 34 “like”
  • Angelica Lo Duca – testo “Il Ricercatore” (clicca qui)- 131 “like”
  • Ginevra Biondi – illustrazione (clicca qui) – 4 “like”
  • Chiara Moraglio – testo “Il Metronomo” (clicca qui) – 54 “like”
  • Ennia Demurtas – testo “Panico” (clicca qui) – 9 “like”
  • Alessandro Cignoni – illustrazione (clicca qui) – 81 “like”

La competizione è ancora apertissima, e c’è ancora tempo per inviare un’opera (la scadenza è il 20 settembre), come indicato nel regolamento.

Per chi vorrebbe partecipare, ma è indeciso: Forza, non ci sono limiti! il concorso è aperto a minorenni, maggiorenni, professionisti, dilettanti!

Per chi non ha ancora votato: Forza, fate sentire la vostra preferenza!

 

Tra poco saranno pronti i programmi di SHINE! in tutte le città toscane: chi si iscrive alla newsletter (qui), sarà aggiornato di tutto per email.

Anche noi odiamo lo spam, e non daremo il vostro indirizzo a nessuno. Parola mia.

 

Buona domenica!

Giuseppe Iannaccone, Coordinatore SHINE! 2013

twitter: @iannak1

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Torna la Notte dei Ricercatori: in tutta Europa per una notte, si festeggiano i ricercatori. Per questa iniziativa promossa dalla Commissione Europea in contemporanea europea per il prossimo venerdì 27 settembre, anche tutta la Toscana sarà coinvolta grazie a SHINE! (Scientists are Humans: Interactive Night of Entertainment!).

Come sottolinea il Rettore dell’Università di Pisa, Massimo Augello,:
“Per il secondo anno consecutivo l’Università di Pisa coordinerà le iniziative di SHINE! 2013, La Notte dei ricercatori in Toscana, contribuendo a realizzare una serie di eventi che interesseranno diverse città del nostro territorio. Il progetto presentato dall’Ateneo, che fa parte dei 40 selezionati dall’Unione Europea, è arrivato al secondo posto tra i sette scelti in tutta Italia”.

Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 75 mila euro dalla Commissione Europea nell’ambito del programma internazionale “Marie Curie”. Mentre, la Regione Toscana, che ha promosso il progetto, ha garantito un ulteriore finanziamento di 30 mila.

Per la vicepresidente della Regione Toscana, Stella Targetti, “Di innovazione si parla tanto, ma in pochi la fanno davvero. Tra loro ci sono sicuramente i ricercatori che – con grande dedizione e professionalità, molto spesso con un riconoscimento economico e sociale non adeguato – lavorano ogni giorno per fare arrivare la nostra società più lontano di dove pensiamo di poterla portare oggi. E’ per questo che, negli ultimi due anni, la Regione Toscana ha finanziato 220 dottorati e 200 assegni di ricerca: perché l’innovazione si muove sulle gambe di persone in carne e ossa. Questa Notte è l’occasione per conoscerle e conoscere da vicino i loro studi, che tra qualche anno potrebbero cambiare aspetti importanti della vita quotidiana di tutti noi”.

La Notte dei Ricercatori, giunta quest’anno alla sua nona edizione, secondo il prorettore dell’Università di Firenze, Carlo Sorrentinoè una bella occasione per raccontare ai toscani qual è la vita quotidiana dei ricercatori, da dove nasce e cosa muove la passione per la ricerca; ma soprattutto è l’occasione per spiegare perché la ricerca è una leva strategica per l’innovazione e la crescita del Paese. Spiegare ciò che facciamo e come lo facciamo non è soltanto utile, ma anche doveroso per chi gestisce – come nel caso dei nostri atenei – risorse pubbliche”.

I ricercatori dell’Università di Pisa, Università di Firenze e Università di Siena animeranno una serata speciale tra dimostrazioni, caffè scientifici, dibattiti, laboratori, sorprese e occasioni di divertimento e di approfondimento. L’obiettivo della Notte sarà mostrare che i ricercatori sono più vicini di quanto pensiamo, i risultati del loro lavoro sono in mezzo a noi, migliorando molti aspetti della nostra vita privata e sociale. Inoltre, come ricorda il prorettore dell’Università di Siena, Francesco Fratipartendo dall’entusiasmo dei giovani ricercatori per le loro ricerche vogliamo sottolineare il ruolo fondamentale che i risultati delle ricerche scientifiche hanno sempre giocato per il miglioramento della qualità della vita nella nostra società. Perciò l’intera Regione sarà coinvolta in quello che vuole essere un grande evento di arricchimento culturale attraverso iniziative divertenti e accattivanti”.

Tra i formati previsti quest’anno “SHINE Talk”: Talk show con interviste ai ricercatori in cui si discute di scienza con un linguaggio adatto al grande pubblico; “Science Tasting”: presentazioni di temi di ricerca in un clima informale e conviviale; “Conosci i ricercatori”: Esposizioni con stand dimostrativi in cui conoscere i ricercatori, e soprattutto toccare con mano la ricerca. I visitatori saranno protagonisti e spettatori di numerose attività interattive e di intrattenimento.

Il Prof. Giuseppe Iannaccone, coordinatore dell’evento, illustra la formula: “SHINE! sarà un evento diffuso in tutta la Toscana: Non concentreremo le iniziative in un unico luogo, ma i ricercatori e la ricerca si sposteranno il più vicino possibile ai cittadini. Avremo attività nelle principali città toscane, con attenzione special ai giovani adulti e alle famiglie, attraverso formule del gioco e dell’intrattenimento, come si conviene a un venerdì sera. L’opinione pubblica si forma non solo attraverso i mezzi di comunicazione, ma anche attraverso eventi di questo tipo, in cui ricercatori e cittadini tutti si incontrano senza mediazioni.”

Sono già aperti i concorsi “Descrivi la Scienza. Diventa giornalista per un giorno” e “Crea il Poster della Notte”. Questi concorsi hanno l’obiettivo di stimolare la creatività e coinvolgere attivamente e creativamente il grande pubblico per rappresentare con un video, un articolo, una fotografia o un disegno, l’immagine del lavoro del ricercatore e del suo mondo.

Il progetto della Notte dei Ricercatori 2013 ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri.

Tutte le informazioni sul sito:  www.ricercatori.eu.

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Venerdì 27 settembre festeggiamo con i ricercatori! Da nove anni la Commissione Europea dedica alla loro Notte il quarto venerdì di settembre. Questo è il secondo anno che la Notte viene celebrata in tutta la Toscana. Anche quest’anno l’evento si chiama Scientists are Humans. Interactive Night of Entertainment!

SHINE! sarà un evento diffuso in tutta la Toscana. Non concentreremo le iniziative in un unico luogo, ma i ricercatori e la ricerca si sposteranno il più vicino possibile ai cittadini. Avremo attività nelle principali città toscane, con attenzione speciale ai giovani adulti e alle famiglie, attraverso formule del gioco e intrattenimento, come si conviene a un venerdì sera

Due veloci raccomandazioni: ricordiamo che i ricercatori sono sia un effetto, sia un fattore della ricchezza del nostro paese. E cerchiamo – passata la festa – di essere ambiziosi e lungimiranti, ricordando che un paese che voglia rimanere ricco deve investire su scienza, tecnologia e discipline umanistiche e sociali.

Scopri cosa abbiamo in programma per il 27 settembre!

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Giuseppe Iannaccone

Coordinatore di SHINE! – La Notte dei Ricercatori in Toscana – 2013 –

twitter: @iannak1

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